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Zic č l'Istituto Comprensivo di Zanica
Istituto Comprensivo di Zanica (BG)

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contenuti principali

PARTE III

VITA DELLA COMUNITÀ SCOLASTICA - RELAZIONI E RECIPROCITÀ

Dopo aver condiviso l'importanza di inserire all'interno del Regolamento del Consiglio di Istituto una parte relativa alla "Vita della comunità - Relazioni e reciprocità ed aver letto il Regolamento delle studentesse e degli studenti, il Consiglio assume:

IL PATTO FORMATIVO:

per dare più efficacia all'intervento educativo della scuola

Il patto formativo tra genitori, alunni e scuola

Il patto formativo tra genitori, alunni e scuola: i diritti e i doveri
  Alunno Famiglia Scuola

Diritti

Essere al centro dell'intervento educativo;

Essere rispettato per quello che è, per quello che vale in quanto persona;

Essere tutelato a livello culturale, etico, religioso;

Acquisire conoscenze e competenze per essere il cittadino di domani;

Avere una scuola organizzata e efficiente che costruisca interventi efficaci.

Avere una scuola organizzata, efficiente ed efficace;

Essere rispettata;

Avere una tutela culturale, etica e religiosa;

Essere informata sulle fasi del processo di insegnamento e apprendimento.

Avere la libertà di insegnamento all'interno delle norme;

Essere organizzata in modo efficiente per dare efficacia operativa;

Essere ben strutturata;

Avere supporti economici;

Attuare una valutazione formativa.

Doveri

Partecipare alla vita della comunità scolastica e di rispettare l'ambiente scuola;

Rispettare e valorizzare la personalità degli altri e quella propria;

Riconoscere il ruolo dell'insegnante e la sua azione educativa;

Frequentare regolarmente le lezioni e impegnarsi nello studio;

Costruire, condividere, adeguarsi al regolamento interno perché tutti possano "star bene a scuola".

Concorrere con le proprie peculiarità alla realizzazione del progetto educativo della scuola;

Essere attenta ai suggerimenti e alle richieste della scuola;

Svolgere una attenta azione di controllo;

Costruire con la scuola il regolamento interno.

Riconoscere il ruolo dell'insegnante e la sua azione educativa

Essere aperta al reale per dare risposta ai bisogni formativi e educativi;

Educare al "saper essere", al sapere, al "saper fare" e al "saper scegliere" (orientarsi);

Dare centralità all'alunno;

Attivare processi di valutazione formativa.

Il Consiglio ritiene interessante ascoltare anche la "voce" dei bambini/e e dei ragazzi/e in merito alla loro "esperienza di relazione" all'interno della comunità scolastica e di cui, come adulti, vogliamo assumerci il rispetto e la promozione.
A tal fine è stata chiesta la collaborazione a due colleghi/e, che conducono un laboratorio relativo ai Diritti dei bambini/e.

LA " VOCE " DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE (Voci raccolte nei laboratori di Comun Nuovo sui "Diritti dei bambini e delle bambine")

  • "La scuola è un luogo in cui si impara a stare insieme e a rispettare le regole e i diritti degli altri. Ogni bambino/a ha diritto di parlare liberamente e dire la sua opinione, ha il diritto di imparare, ma soprattutto ha il diritto (che solo certi bambini fortunati hanno) di avere amici, il diritto di non essere lasciato in disparte".
  • "A scuola mi sento a mio agio: parlo con sicurezza e senza paura, voglio continuare a sentirmi sicuro e non essere solo".
  • "La scuola è una piccola società in cui posso esprimermi fino ad un certo punto perché devo rispettare i compagni e ubbidire ai maestri. La scuola deve essere un posto sereno e soprattutto non fare differenze".
  • "Nella mia scuola io ho rapporti molto legati con i miei insegnanti, anche se non sempre possiamo fare quello che vogliamo; ma io ritengo giusto che anche gli insegnanti debbano avere i loro diritti: in una classe serve rispetto reciproco".
  • "Io a scuola mi sento come a "casa", cioè mi sento bene".
  • "Io a scuola vorrei avere più rapporti con gli altri ed essere più ascoltato quando dico una cosa".
  • "In una scuola non ci dovrebbero essere "gradini" tra gli alunni; i miei diritti a scuola perciò sono: diritto all'uguaglianza, diritto di parlare, diritto di essere ascoltato, diritto di essere rispettato".
  • "Se un bambino è in difficoltà ha il diritto di essere aiutato dai compagni e dalle maestre".
  • "Certe volte litigo con i miei compagni, ma dopo vado a fare pace. Vorrei imparare piano piano a decidere senza litigare".
  • "Per me i diritti che un bambino/a della scuola deve avere sono: diritto di giocare, diritto di parlare e soprattutto il diritto di essere ascoltati".

Art. 1

Gli allievi e le allieve della scuola secondaria possono eleggere 2 propri rappresentanti a cui viene affidato il compito di gestire negoziazioni tra insegnanti e allievi/e. E' auspicabile che vengano eletti 1 allievo e 1 allieva.

Art. 2 DIRITTI – DOVERI DELL'ALUNNO/A

"Se assolvo ai miei doveri di studente,
usufruisco pienamente del servizio scolastico,
che è un mio diritto, 
e realizzo la mia crescita"
DOVERI
  1. È necessario rispettare tutti coloro che operano nella scuola…
    1. …perché sono un cittadino e vivo nella collettività;
    2. …perché in un clima sereno si vive meglio e si apprende meglio;
    3. …per essere a mia volta rispettato;
    4. …perché un linguaggio corretto migliora i rapporti con gli altri ed accresce la stima di sé.
  1. E' necessario rispettare l'edificio e le attrezzature della scuola e il materiale dei compagni…
  1. …perché sono beni comuni, quindi anche miei;
  2. …perché hanno un costo che grava sulla collettività e quindi anche sulla mia famiglia;
  3. …perché sono un mezzo indispensabile per conseguire una preparazione professionale adeguata;
  4. …perché lavorare in un ambiente pulito e con attrezzature integre è meglio;
  5. …perché neanche a me piacerebbe che qualcuno rovinasse il mio materiale.
  1. È necessario frequentare tutte le lezioni…
  1. …perché è un mio dovere;
  2. …perché l'apprendimento comincia in classe;
  3. …perché tutte le materie concorrono alla mia crescita e alla mia preparazione professionale.
  1. È necessario arrivare puntuale…
  1. …perché faccio parte di un gruppo che si è dato delle regole di convivenza;
  2. …perché ci si attende che la puntualità diventi uno stile di vita;
  3. …per non interrompere e disturbare la lezione.
  1. È necessario comportarmi in modo corretto durante le lezioni…
  1. …per realizzare in modo efficace l'apprendimento;
  2. …perché il buon ascolto rende più efficace la comunicazione;
  3. …per non compromettere il diritto allo studio mio e dei miei compagni;
5.1. …quindi durante la lezione è necessario…
  1. …aspettare e mangiare durante l'intervallo;
  2. ...conversare in tempi diversi dalla spiegazione e interrogazione e verifiche;
  3. … uscire solo in caso di urgenti necessità;
  4. …valutare se non mi nuoce distrarmi;
  5. …rispettare gli ambienti;
  6. …valutare la pericolosità nel lancio dell'oggetto;
  1. Al cambio dell'ora è necessario…
  1. …rimanere nell'aula;
  2. …assumere atteggiamenti che non creino confusione e/o ritardi nei trasferimenti dalla classe alla palestra e/o ai laboratori;
  3. …preparare il materiale per l'ora successiva;
  1. Durante l'intervallo devo…
  1. …rimanere nell'edificio scolastico;
  2. …assumere atteggiamenti che non comportino rischi per me e per gli altri;
  1. È necessario portare il materiale…
  1. …perché i libri, i quaderni, la cancelleria, la tuta, ecc., sono strumenti di lavoro indispensabili;
  2. …perché sapersi organizzare amplia le possibilità di successo.
  1. È opportuno seguire con attenzione e partecipazione le attività scolastiche…
  1. …perché così posso ascoltare la spiegazione dell'insegnante;
  2. …perché posso fare domande di chiarimento se non ho capito;
  3. …perché posso esercitarmi, guidato dall'insegnante;
  4. …perché posso apprendere come studiare;
  5. …perché l'insegnante può capire quali sono le mie difficoltà ed aiutarmi.
  1. È necessario eseguire i compiti, studiare e non sottrarmi alle verifiche orali e scritte…
  1. …perché così verifico se ho veramente appreso;
  2. …perché così sviluppo la mia capacità di autovalutazione e la consapevolezza delle mie conoscenze, abilità e competenze;
  3. …perché l'apprendimento incomincia in classe, si completa e si perfeziona a casa e si misura con le verifiche;
  4. …perché, se è vero che l'insegnante può aiutarmi, tuttavia sono io che devo realizzare l'apprendimento;
  5. …perché anche un atleta deve continuamente allenarsi se vuole conseguire dei buoni risultati;
  6. …perché, se non raggiungo gli obiettivi minimi fissati dal Consiglio di classe, avrò difficoltà a procedere nel mio percorso scolastico
DIRITTI
  1. Ricevere una formazione culturale qualificata, che valorizzi e potenzi l'identità e le capacità d'apprendimento personali.
  2. Ricevere valutazioni trasparenti e in tempi adeguati, che la/lo rendano consapevole dei risultati raggiunti.
  3. Ricevere servizi scolastici senza discriminazione riguardanti il sesso, la razza, l'etnia, la religione, la lingua, le opinioni politiche, le condizioni psicofisiche, sociali ed economiche.
  4. Vivere in un ambiente salubre, sicuro e adeguato (D.Lvo. 81/08 e successive modifiche ed integrazioni).
  5. Avere a disposizione una servizio educativo e didattico che preveda attività di recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio e l'utilizzo di strumenti adeguati, anche tecnologici.
  6. Essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita scolastica.
  7. Esporre le sue ragioni prima di essere sottoposto a sanzione disciplinare.

Art. 3 - USO DEL CELLULARE E DELLE APPARECCHIATURE ELETTRONICHE

Visto che la scuola assume il compito di educare gli/le allievi/e anche rispetto all’uso delle nuove tecnologie, ritenendo al contempo importante anche il sostegno e la collaborazione delle famiglie in tal senso, propone – secondo finalità e modalità condivise – di regolare l’uso del cellulare e delle apparecchiature elettroniche come segue:

  • la scuola sconsiglia l’utilizzo del cellulare e delle apparecchiature elettroniche all’interno dell’istituto, in quanto la possibilità di comunicazione con le famiglie è garantita dal telefono della scuola per qualsiasi urgenza o necessità;
  • se la famiglia lo ritiene opportuno, il cellulare può essere portato a scuola, ma deve stare spento e adeguatamente custodito nello zaino;
  • in ogni caso la scuola declina ogni responsabilità rispetto alla tutela dei cellulari e di altri oggetti di valore portati a scuola;
  • all’interno del patto formativo di classe si potranno valutare, con valenza educativa e all’interno di una condivisione alunni- docenti – famiglie, modalità differenti in relazione alla tipologia della classe e alle scelte didattiche ad essa relative;
  • in caso di uso improprio il cellulare o l’apparecchiatura elettronica verranno requisite e consegnate ad un genitore. In caso di recidività di uso improprio si attiveranno modalità di sanzione come da tabella successiva.

Art. 4 - SANZIONI DISCIPLINARI

I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica.
La responsabilità disciplinare è individuale e/o collettiva a seconda del caso. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni.
Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionali all'infrazione disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente.

Criteri e regole generali

In applicazione delle norme vigenti, sono adottati i criteri e le procedure seguenti per l'irrogazione delle sanzioni disciplinari all'interno dell'Istituto:

  1. Le sanzioni disciplinari, di norma, devono essere irrogate con la massima tempestività.
  2. Ogni proposta di sanzione disciplinare deve essere presentata in forma scritta dai singoli docenti al Dirigente Scolastico per l'avvio del procedimento conseguente.
  3.  Fermo restando il principio della "responsabilità individuale e/o collettiva", vanno perseguite anche le manifestazioni di complicità collettive negli atti e nei comportamenti che prevedono l'irrogazione di sanzioni disciplinari.
  4.  Nei casi in cui si verifichino danneggiamento alle strutture e ai beni della scuola o delle persone, e non siano individuabili gli autori, si procede all'attribuzione della responsabilità solidale valutando l'eventuale rifusione del danno a carico del gruppo o classe coinvolti o altre azioni con finalità educative.
Comportamenti censurabili

Sono individuati i seguenti comportamenti soggetti a sanzioni:

  1. negligenza abituale, mancanze ripetute ai doveri scolastici, elevato numero di assenze o assenze ingiustificate, ritardo abituale, comportamento scorretto durante l'intervallo,  l'uscita o l'entrata a Scuola ecc.
  2. fatti che turbino il regolare andamento della vita scolastica
  3. offese e oltraggio all'Istituto e a tutti i soggetti presenti nella scuola
  4. danneggiamento volontario di attrezzature e strutture
Tabella delle mancanze, delle sanzioni corrispondenti e dell'organo competente ad erogarle
Tabella delle mancanze, delle sanzioni corrispondenti e dell'organo competente ad erogarle
MANCANZE SANZIONI ORGANO COMPETENTE
  1. Mancanza ai doveri scolastici
Ammonizione orale Docente
  1. Negligenza
Ammonizione orale Docente
  1. Eccessivo disturbo
Comunicazione scritta alla famiglia Docente
  1. Reiterate mancanze ai doveri scolastici
Ammonimento scritto sul registro di classe e, contestualmente, sul diario personale  per opportuna conoscenza dei genitori. Nei casi più gravi, ammonizione scritta o orale del Dirigente Scolastico Docente, Team, Consiglio di Classe, Dirigente Scolastica
  1. Ripetuta falsificazione della firma dei genitori
Ammonizione orale o scritta del Dirigente Scolastico e/o valutazione di eventuale sospensione dalle lezioni da 1 a 5 giorni Team, Consiglio di classe
  1. Furto
Sospensione dalle lezioni da 1 a 5 giorni e risarcimento Team, Consiglio di classe
  1. Danni volontari all'edificio, alle suppellettili, alle attrezzature dell'istituto e ai beni delle persone
Sospensione dalle lezioni da 1 a 5 giorni. Risarcimento del danno. Valutazione di eventuali azioni collettive nel caso di non individuazione dei responsabili Team, Consiglio di classe
  1. Mancanza di rispetto nei confronti dei compagni
Sospensione dalle lezioni da 1 a 5 giorni Team, Consiglio di classe
  1. Percosse ai compagni
sospensione dalle lezioni da 1 a 5 giorni Team, Consiglio di classe
  1. Mancanza di rispetto nei confronti del personale dell'istituto
Sospensione dalle lezioni da 1 a 5 giorni Team, Consiglio di classe
  1. Per casi di maggiore gravità e per ripetizione delle mancanze che prevedono la sospensione
Sospensione dalle lezioni da 1 a 5 giorni Team, Consiglio di classe

Qualora la sospensione avvenga in concomitanza con lo svolgimento di progetti o iniziative culturali e formative particolarmente significative per la formazione e la crescita dell'alunno/a, il provvedimento verrà posticipato, sempre che la presenza dell'alunno/a non pregiudichi il regolare svolgimento delle attività programmate.

Procedura da seguire in caso di sospensione

Il docente interessato deve avvisare al più presto il coordinatore di classe che provvederà ad informare la famiglia dell'alunno e la Dirigenza che convocherà il team o un Consiglio di Classe straordinario con il seguente Ordine del Giorno:  "provvedimenti disciplinari a carico dell'alunno/a".
Il team o il Consiglio di Classe devono riunirsi al completo.
L'alunno/a minore, accompagnato dai genitori, ha diritto di essere convocato per esporre le proprie ragioni.
Questo incontro può avvenire anche al di fuori del Consiglio di Classe.
Il team o il Consiglio di Classe, in caso di sospensione, devono redigere un apposito verbale.
L'esito va comunicato alla famiglia in forma scritta; l'eventuale ricorso può essere proposto all'organo di garanzia entro 3 giorni dalla notifica del provvedimento.

Conversione della sanzione

Per ogni sanzione disciplinare l'organo competente ad infliggerla offre allo studente la possibilità di convertire tale sanzione in attività a favore della comunità scolastica, come disposto dal comma 5 dell'art. 4 dello Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria. La Scuola privilegia questa opportunità offerta allo studente, intervenendo sui genitori, affinché richiedano tale commutazione, che dovrà comunque essere esplicitata.

Reinserimento dell'alunno sospeso

In caso di allontanamento delle lezioni, il Consiglio di classe stabilirà se e come mantenere un rapporto con lo studente sospeso e con i suoi genitori, e come favorire il reinserimento nella comunità scolastica.

Organo di garanzia
  • Ha durata triennale
  • E' presieduto dalla Dirigente Scolastica
  • I componenti sono scelti in modo da garantire la presenza di tutte le componenti scolastiche
  • In assenza di nomina formale l'Organo di Garanzia Interno è formato dai membri della Giunta Esecutiva del Consiglio di Istituto
  • E' costituito:

    - Dirigente scolastica (membro di diritto)
    - 2 docenti membri del consiglio di istituto (eletti dal Collegio docenti)
    - 2 genitori membri del consiglio di istituto (eletti dal Consiglio stesso)

  • L'organo di garanzia è convocato dalla Dirigente Scolastica in orario non coincidente con le lezioni
  • Le delibere sono adottate a maggioranza, in caso di parità prevale il voto della Dirigente scolastica
  • Le delibere sono validamente adottate in presenza della metà più uno dei componenti
  • Di ogni seduta viene redatto verbale
  • Il segretario verbalizzante viene designato dalla Dirigente Scolastica
  • L'Organo di Garanzia delibera in via definitiva sui ricorsi presentati contro le sanzioni diverse dalla sospensione con allontanamento

RAPPORTI TRA INSEGNANTI, TRA OPERATORI SCOLASTICI, TRA ASSISTENTI AMMINISTRATIVI

La scuola dell'autonomia è una comunità di dialogo e di ricerca, all'interno della quale si promuovono percorsi che rendano possibile " l'appartenenza" di tutti coloro che abitano e fanno parte della scuola.

Nella comunità vanno garantiti, tutelati e considerati come valore:

  • La pari dignità professionale
  • Le potenzialità individuali espresse nell'esercizio della propria professionalità
  • L'identità di genere
  • Le differenze culturali.

RAPPORTI TRA INSEGNANTI E ALLIEVI/E

I docenti, nel corso dell'azione educativa, volta a promuovere la formazione e l'educazione degli alunni e delle alunne e la crescita della persona in tutte le sue dimensioni, operano affinché siano garantiti e promossi:

  • La centralità dell'alunno/a nel percorso formativo
  • Lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno
  • La possibilità degli alunni/e di "costruirsi" e di "costruire un proprio percorso"
  • La realizzazione del "diritto all'apprendimento"
  • Fare in modo che le situazioni di svantaggio e di disagio non si stigmatizzino, ma la scuola offra loro delle opportunità
  • L'educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione dell'identità di genere e delle differenze culturali.

RAPPORTI TRA ALLIEVI/E

La comunità scolastica promuove:

  • Linguaggi e atteggiamenti di mutualità
  • Il rispetto delle differenze e dei percorsi individuali.

RAPPORTI INSEGNANTI E GENITORI:

Scuola e famiglia collaborano alla costruzione del percorso educativo - formativo dei bambini/e e dei ragazzi/e nel rispetto delle specifiche competenze, attraverso il dialogo, il confronto e la condivisione, degli aspetti cognitivi, affettivi e sociali.

Ambedue  genitori separati (art.155 e 317 codice civile e nota 76557/AO del 20/12/05 del M.I.U.R.) hanno il diritto/dovere di vigilanza sull'istruzione ed educazione dei propri figli . Pertanto per le decisioni di maggiore interesse devono essere coinvolti ambedue, indipendentemente dal genitore affidatario. Ciò non è attuabile per il genitore decaduto dalla patria podestà. 

Art. 1

I colloqui tra insegnanti e genitori avvengono su appuntamento e a richiesta in orario prestabilito.

Art. 2

In caso di necessità i genitori possono conferire con gli/le insegnanti in orario diverso da quello prestabilito. 

Art. 3

Ai Consigli di classe della scuola secondaria possono partecipare con diritto di parola tutti i genitori.

Art. 4

I genitori possono organizzare incontri pre-assemblea e pre-consigli per raccogliere necessità da condividere con gli/le insegnanti durante gli incontri programmati.

Art. 5

I genitori tramite il rappresentante di classe possono chiedere, entro i 5 giorni canonici, di inserire all'Ordine del giorno dei Consigli di classe/assemblee/Consigli di interclasse/Consigli di intersezione questioni da trattare.

Art. 6

Ai rappresentanti, su loro richiesta, verranno consegnate le programmazioni, nel rispetto della privacy, i progetti, il piano diritto allo studio e ogni documento utile a comprendere l'organizzazione della scuola, sarà loro cura favorirne la diffusione e la comunicazione.

RAPPORTI TRA ISTITUTO COMPRENSIVO E FAMIGLIE

Art. 1

Si prevede la possibilità di costruire itinerari in comune che prendano in considerazione oggetti e tematiche inerenti alla scuola.

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