a cura della Dirigente Scolastica
Anche il sistema scolastico assume la rilevanza di darsi un'organizzazione. organizzazione non intesa in termini aziendali, ma intesa in termini di modifica del carattere burocratico, ostacolante sia per coloro che operano al suo interno, sia per gli osservatori esterni che, immediatamente, si imbattono in un coacervo di norme, di strutture gerarchiche, di testi contraddittori e spesso poco trasparenti.
Nella scuola italiana i fenomeni propri di una burocrazia autoreferenziale sono molto presenti e pregnanti; si tratterebbe di pensare ad un tipo di organizzazione che privilegia il pensiero della complessità, attento al caso, all'imprevisto, alla contingenza, agli eventi più che alle ragioni. (Gargani A.G. '90).
Alla logica tradizionale della razionalizzazione, come logica fondamentale delle organizzazioni, occorre progressivamente costruire la logica dell'innovazione, della flessibilità, della creatività.
Organizzazione che miri
Si evince che la scuola può rientrare in un'organizzazione di tipo sistemico in cui si sperimentano modalità lavorative che si presentano come "nuove".
Si tratta di pensare alla scuola come ad un sistema caratterizzato dalla complessità, fondato cioè sull'interazione continua e circolare tra diversi elementi e livelli che la compongono, da cui possono emergere anche forme di organizzazione non previste, né prevedibili in partenza. (G. Zanarini '90).
La realtà scolastica si pone come realtà complessa in cui costantemente si intrecciano situazioni di semplificazione ed esperienze di complessione, in cui si attivi la comprensione di processi e la costruzione di paradigmi operativi.
In questa prospettiva il lavoro tra le persone e con le persone, diventa condizione essenziale e fondamentale per costruire significati, che emergono dalla relazione di adattamento e di interazione reciproca. si delinea la possibilità di una produzione che considera la negoziazione, lo scambio, la relazione di aiuto, strumenti che caratterizzano il produrre lavorativo.
L'esito di questo tipo di strumentalità non è scontato, già dato in partenza, ma è costantemente rinegoziato, cioè costruito attraverso gli scambi comunicativi, che sono allo stesso tempo interazioni organizzative. (A. Tragnan '92).
Si tratta di considerare, anche nell'agire produttivo della scuola, il risultato di rapporti e interazioni di una molteplicità di persone diverse fra loro per desideri,
progetti, professioni e rappresentazioni della realtà, ma connesse in una prospettiva di costruzione di conoscenze e ricerca di possibili modalità organizzative e culturali in relazione alle specifiche problematiche, presentate dalla realtà sempre più cangiante che gli utenti dell'organizzazione scuola propongono.
Lo scenario lavorativo scolastico, e quindi l'organizzazione scolastica, deve, a mio avviso, riflettere sul rischio di non operare un modello organizzativo oggettivo ed extrastorico dove si prefigurano obiettivi, tassonomie, gerarchie in cui non è possibile evitare omologazioni, in cui non è possibile salvaguardare le differenze, in cui non è possibile disegnare e ridisegnare i percorsi, in cui la lettura dei bisogni viene riportata agli obiettivi del lavoro, con uno spostamento che va dai soggetti all'organizzazione.
Alla luce di queste riflessioni, la costruzione del P.O.F. è iniziata attraverso il coinvolgimento, in termini di sensibilizzazione, di tutti i docenti presenti nell'Istituto e con il coinvolgimento dei genitori e del Territorio.
Coinvolgimento, all'interno del quale, ci si interroga non solo sulla qualità del lavoro, ma anche sul senso del proprio essere e del proprio produrre organizzativo.
Il Piano dell'Offerta Formativa è:
uno "strumento" che nasce da:
necessità di avere strumenti idonei per gestire la "complessità" interna ed esterna alla scuola
esigenza di adeguare l'offerta culturale per favorire la formazione di soggetti, in un mondo che cambia
esigenza di chiarezza circa le linee seguite dalla Scuola.
un "documento" che presenta il Servizio Formativo/Educativo della Scuola ed è lo strumento attraverso cui la Scuola rende trasparente e leggibile "ciò che fa", "come fa", "perché lo fa", e "con quali esiti".
l'insieme delle scelte culturali, formative, organizzative ed operative che caratterizzano l'azione educativa di una scuola. (Identità della Scuola).
è ESPLICITO, conosciuto e condiviso da tutti gli organismi interagenti (OO.CC., genitori, docenti, alunni/e,..).
risponde a criteri di FATTIBILITA' e di GRADUALITA' (tenere conto di vincoli-risorse materiali e umane).
è FLESSIBILE, cioè capace di modificarsi in rapporto ai mutamenti che avvengono a vari livelli.
Il Collegio dei Docenti ha legittimato la designazione della Funzione Obiettivo e la costituzione di una commissione per lo studio, la raccolta, il monitoraggio, la stesura del Piano dell'Offerta Formativa delle scuole primarie così come per le scuole medie. Si è ritenuto fondamentale, in prima istanza, rispondere ad alcune domande per costruire un impianto che fosse condiviso e fruibile dai Soggetti appartenenti al sistema scuola.
Realizza il piano dell'Offerta Formativa, quale uno degli strumenti per:
" Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese."
L'Istituto Comprensivo di Zanica riferendosi al dettato costituzionale e della Carta dei Diritti degli studenti e delle studentesse traccia i propri principi ispiratori:
L'arricchimento e la diversificazione del percorso formativo sono finalizzati a garantire a tutti uguali opportunità di crescita culturale e la scuola s'impegna a essere:
Nell'erogazione del servizio tutti gli operatori dell'Istituto Comprensivo di Zanica fanno riferimento in primo luogo al diritto inviolabile dell'alunno ad apprendere ad apprendere. L'offerta educativa e formativa tiene conto delle esigenze e delle necessità del singolo alunno nel rispetto dei ritmi e dei modi di apprendere di ciascuno.
L'offerta educativa e formativa tiene conto dei singoli alunni e delle singole alunne nel rispetto dei ritmi e dei modi di apprendere di ciascuno attraverso:
la scuola può e deve fornire ai ragazzi gli strumenti per costruirsi una propria interpretazione del mondo e della realtà da mettere costantemente a confronto con l'interpretazione degli altri; in questo contesto anche l'errore diventa elemento di riflessione e discussione nell'ambito dei gruppi o del gruppo classe.
assumere responsabilità individuali nel gruppo, anche per impegni cooperativi, aumenta l'autostima, rafforza i rapporti di mutualità, determina il nascere di una comunità capace di educazione permanente, fondamentale al rispetto del patrimonio collettivo culturale e materiale.
la discussione e il confronto sono strumenti che favoriscono non solo lo sviluppo sociale e affettivo, ma anche quello cognitivo.
elaborato dal team di insegnanti all’inizio di ogni anno scolastico sulla base dell’analisi della situazione iniziale della classe.
presentato nella prima assemblea di classe.
finalizzato a promuovere azioni educative coerenti tra scuola e famiglia.
Dalla Premessa dei programmi Ministeriali ( 1985 ), dal Dettato Costituzionale e dalla Relazione dei Saggi si evincono le seguenti FINALITA':
- formazione uomo e cittadino
- promozione della prima alfabetizzazione culturale
Ciascun essere umano è una totalità integrata ed organizzata con una peculiare struttura psicologica e possiede tendenze e bisogni il cui soddisfacimento porta alla piena realizzazione delle proprie potenzialità.
I bisogni da soddisfare secondo la teoria di Maslow sono i seguenti:
- bisogni fisiologici
- bisogni di sicurezza
- bisogni di appartenenza e di affetto
- bisogni di stima ( di stimarsi e di essere stimato )
- bisogni di autorealizzazione
- bisogni cognitivi
- bisogni estetici
e secondo la teoria di Herzberg:
La scuola primaria, per la realizzazione dei bisogni del bambino nel periodo evolutivo che va dai 6 agli 11 anni ( della latenza, secondo le teorie psicologiche della personalità ), può tenere conto:
| costruite attraverso lo strumento "discipline " | |
|---|---|
|
identificazione ordinamento associazione consultazione citazione compilazione costruzione/lettura grafici relativizzazione inferenza definizione parafrasi/sintesi |
comparazione classificazione esemplificazione applicazione estrapolazione stima contestualizzazione valutazione del criterio interpretazione traslazione calcolo |
Lo strumento " Discipline"
COME
mezzi/linguaggi/comunicazioni attraverso i quali il/la bambino/a impara ad usare i contenuti propri di ciascuna disciplina per costruirsi, e costruire il proprio sapere
Italiano
Matematica
Scienze naturali e sperimentali
Storia
Geografia
Educazione alla cittadinanza
Musica
Arte e immagine
Corpo, movimento e sport
Inglese
Religione/Attività Alternativa
Informatica
Le abilità vengono costruite:
ATTRAVERSO UN INTERVENTO INTENZIONALE E SISTEMATICO
ATTRAVERSO SITUAZIONI MOTIVANTI, IN DIVERSI CONTESTI DI ESPERIENZA
Obiettivi:
Le finalità vengono costruite:
* attraverso l'azione diretta
* attraverso la progettazione
* attraverso l'esplorazione
* attraverso la riflessione
* attraverso l'auto-etero-referenzialità
* attraverso una relazione di ascolto/scambio
* attraverso un clima di valorizzazione delle soggettività/originalità
Obiettivi:
COME
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Per l'individuazione e l'approfondimento delle modalità di possibile intervento, rispetto alle finalità emotivo - affettive e alla finalità emotivo - affettive e alle finalità sociali, si rimanda a:
Francescato – Putton – Cudini " Star bene insieme a scuola " Ed. La Nuova Italia Scientifica
elementi che caratterizzano il contesto scolastico
elementi che caratterizzano il contesto ambientale